MILK, SERATA PRIMA

“Qual è il vostro primo ricordo di infanzia?” è la domanda con cui Mattia invita il pubblico a una riflessione, cercando di trasportare i presenti all’interno dell’universo di MILK. Partecipando a una delle serate organizzate dal marchio ti accorgi in cosa realmente consista questo progetto, di come la passione e la creatività di due ragazzi siano state in grado di creare un mezzo attraverso cui i giovani artisti riescono a esprimere ciò che sono e ciò che loro arte rappresenta senza aver paura di essere sé stessi. Quello che rende MILK così speciale è il fatto che sia caratterizzato da un ambiente completamente amichevole, è una realtà concreta formata da tutti coloro che sono in qualche modo legati da medesimi interessi e passioni, in cui è possibile condividere pensieri, entrare in contatto con nuove visioni e diverse mentalità.

La serata Prima del 10 novembre, svoltasi a Erba presso l’opificio Zappa, è stata un vero e proprio scambio culturale, in un luogo unico ed straordinariamente originale dove giovani artisti, appassionati e studenti hanno la possibilità di presentare le proprie creazioni, ideare eventi culturali e condividere spunti e idee. Con l’esibizione acustica di Stefano Arrigoni, la cui musica ha fatto da sottofondo durante l’intera serata, si è creata un’atmosfera particolarmente rilassata, dove l’arte faceva da protagonista tra le varie conversazioni dei partecipanti, conversazioni da cui traspariva senza vergogna la passione, l’inventiva e la voglia di creare di ognuno di loro. MILK dà la possibilità a queste giovani menti di mettere in atto la loro immaginazione, di concretizzare senza vincoli ciò che progettano e di credere fino in fondo alla persecuzione di un sogno, del loro sogno, di poter condividere con il mondo ciò che risiede nelle loro teste.

Al di là della musica, delle birre, delle vecchie poltrone e delle risate, quello che è possibile metabolizzare e portare con sé dopo le ore trascorse con i ragazzi di MILK è la piena consapevolezza dell’importanza di saper mutare ciò che vive dentro di noi in qualcosa di reale, tangibile, concreto, che può essere condiviso con chi realmente vuole capire e vuole immergersi in quella che è un’interiorità esternata senza timore. Quella del 10 novembre non è stata altro che la prima di una serie di serate durante le quali si può toccare quasi con mano la creatività profonda dei giovani, molto spesso rara da incontrare durante la nostra quotidianità, la vera passione e l’amore reale per l’arte in ogni sua forma, insieme alla leggerezza e la spontaneità di quei ragazzi di vent’anni che hanno avuto il coraggio di mettersi in gioco e creare ciò che oggi è MILK.

Giulia Drago

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *