IO SONO MILK

È strano scrivere per parlare di sé, ma ormai non è più così. Mi sono accorto forse tardi che MILK non è più quello che ho creato, non è più solo quell’idea mia e di Alessandro Vanossi di pubblicare un paio di libri indipendentemente. Forse non lo è mai nemmeno stato, le sue idee sul branding, la mia voglia di creare un ambiente stimolante che la Brianza non mi ha mai donato. Ho voluto ritagliare questo spazio per parlare di una serata che non ha avuto molto successo, ma che ho saputo apprezzare. Hanno suonato due gruppi capaci emozionare: i Dalle Stelle a Venere, che io voglio sempre portarmi dietro ovunque, davvero, li adoro e non esclusivamente per l’amicizia che ci lega. Poi i Mr. Kite, che ho scoperto questa sera stessa. Con piacere devo dire. Appena hanno iniziato a suonare è calato il silenzio, ho visto un ragazzo biondo con il cappellino andare via dalla sala e annuire, una faccia che lasciava intendere che vale la pena star zitte e porgergli attenzione. E che ci fanno qua? Chi li ha portati a Erba? Nel mentre girava per le stanze un regista di un film indipendente: Andrea Castoldi; “Vista Mare” è il nome del film e si parlava di un’anteprima privata a Erba. Chi l’avrebbe detto? Io no di certo.
Verso novembre stavamo stagnando, MILK sembrava non essere nulla più che tre libri e due ragazzi. Ludovico Marini, Mattia Sangianini, Giulia Drago, Alessio De Angelis, forse avrei dovuto citarlo per primo, il primo a crederci. Giulia Guanella, Luigi Frigerio, nuova verve.
Una sfilza di nomi, solo persone, ma come ha detto giustamente il cantante dei Dalle Stelle a Venere e da oggi membro di MILK Gabriele Cascini: “Io vedo in MILK l’alternativa al niente”
Nevica e la gente non esce di casa.
Opificio Zappa, io lo vedo sempre come Micaela e Chicco. Sasha dietro il bancone, Simone che spunta da chissà dove. Il tg Oz, i tavoli linguistici. Zio Tony.
L’Opificio Zappa è un fiore in questo deserto, per questo ho voluto fin da subito collaborare con loro, presentare qui i miei libri, parlare qui della mia poesia. Se potessi farei solo il poeta, mi piacerebbe parlare solo di poesia. La poesia è per me la massima fonte di espressione, ma ci sono altri ragazzi che hanno bisogno di esprimersi nelle forme più disparate. Qualcuno parla di Produttori, qualcuno di una possibile futura associazione. Qui l’unica cosa registrata è un marchio. Il nostro marchio. MILK. Voglio che sotto questo marchio, anzi, tramite questo marchio, ognuno, chiunque voglia davvero, esprima sé stesso. Mi affascinò la Factory di Warhol, mi affascinarono le bandiere di gloria di Chagall, gli ori di Klimt, il blu siligrafico della pop art giapponese. Perché non può emozionarmi l’illustrazione di un giovane ragazzo che vive in provincia di Como e studia a Cantù all’artistico? Può, naturalmente può. Un’ambizione stupida, di certo non sto cercando il prossimo Van Gogh, non mi interessa nemmeno. Non me ne frega niente. Noi vogliamo solo stare bene, vivere l’arte e l’espressione in maniera stimolante. Voglio solo creare una possibilità per chi come me in questa realtà non ha possibilità.
MILK non è più ciò che ho voluto, MILK è molto di più
Domenico Emanuele Spagnuolo

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